Rocambolesca ed avvincente gara quella odierna che ha permesso al Palermo di battere al Barbera il Parma per due reti ad una e che ha saputo offrire, alternandoli, spunti di bel gioco a pause clamorose. Alla fine è forse il maggiore tasso tecnico messo in campo dai siciliani ad offrire loro l’opportunità di strappare i tre punti, giunti grazie a due prodezze: quella di Cavani al 62’ e quella di Simplicio a soli tre minuti dal termine del match. Il Parma potrebbe recriminare qualcosa per un incontro che, però, alla fine poteva sì pareggiare ma che non le ha inferto una punizione troppo dura per quanto si è visto in campo.
In campo – Padroni di casa in “emergenza” per gli squalificati; Goian sostituisce al centro della difesa Bovo, Nocerino ha la meglio su Blasi per fare il vice Liverani. Sul terreno di gioco poi squadra tipo con Pastore dietro alle punte Miccoli e Cavani. In casa parmense, invece, Guidolin schiera la linea difensiva a tre con un inedito Zaccardo a sinistra, cinque centrocampisti tra cui l’esordiente Valiani con Jimenez dietro a Biabiny.
Si gioca – Sono i rosanero a fare la gara nei primi minuti di gioco, con un Parma attento e pronto a giocare di rimessa. Al 4’ azione dei siciliani sulla destra con Cassani che penetra in area servendo al centro Miccoli: il colpo del Romario del Salento va però alto sopra alla traversa. Tre minuti più tardi è ancora Miccoli a rendersi pericoloso, senza fortuna, servito stavolta da Pastore. Più Parma nella seconda metà del primo tempo, emiliani mai pericolosi però. Brutta caduta al 30’ per Dzemaili: il centrocampista del Parma si infortuna alla gamba sinistra ed è costretto ad uscire. Al suo posto Lunardini. Il neo entrato commette fallo al 35’ al limite dell’area concedendo agli uomini di Rossi una punizione che è più un corner corto. Sulla stessa è ancora Miccoli a mettere sotto stress Mirante ma l’estremo difensore ospite si salva. Due minuti più tardi Pastore cerca il colpo al volo, la sfera però non gli è amica e vola alle stelle. Ultimi scampoli di primo tempo, l’ultima occasione è ancora per Miccoli ma è ancora bravo Mirante in uscita ad evitare il peggio.
Al rientro dagli spogliatoi il Parma sembra più tonico del Palermo. Al 7’ arriva un bel numero di Jimenez sulla fascia sinistra con palla poi al limite e conclusione altissima da parte di Valiani. Gli ospiti, fino a questo momento, non hanno ancora centrato pericolosamente lo specchio della porta avversaria. Il Palermo pian piano però recupero metri e trova la rete del vantaggio al 62’: ennesima punizione conquistata, Miccoli la mette ancora una volta in mezzo e, stavolta molto bene, sulla testa di Cavani che da quasi dieci metri insacca con un colpo da maestro. Rosanero, dunque, in vantaggio. Il Parma non ci sta, però, ed inizia un forcing che lo porta ad un pareggio insperato giunto dopo un’azione rocambolesca: prima Galloppa protesterà per un calcio di rigore non concesso da Pierpaoli, poi l’azione del pari nascerà da una punizione sacrosanta, non fischiata da Pierpaoli, su Cavani atterrato vicino all’area difesa da Mirante. Alla fine Castellini lancerà Biabiany per il goal del pari nonostante Guidolin avesse invitato i suoi a mettere fuori il pallone. I siciliani non ci stanno e vanno alla ricerca spasmodica del nuovo vantaggio: al 72’ con una conclusione da fuori di Pastore che Mirante in tuffo devia in corner. Poi Balzaretti crossa dalla sinistra per Cavani che ci prova di testa. Palla alta di pochissimo. Un minuto più tardi Mirante si oppone a Cassani. Sul corner è Migliaccio a mettere la palla di un soffio sul fondo. Siamo al 76’. Siciliani sempre avanti con Cavani punto di riferimento dell’attacco e con un Miccoli che prova ad ispirare. E all’87’ arriva la giusta ispirazione: sulla destra al limite dell’area il piccolo, solo di dimensioni, idolo rosanero serve l’accorrente Simplicio che dal dischetto dell’area spara una bordata contro cui nulla può Mirante. Nel finale il Parma cerca di rimontare ancora una volta, fa però buona guardia il Palermo vincendo una gara tirata fino all’ultimo minuto.
La chiave – In giugno andrà via ma da grande professionista non tira indietro la gamba una volta in campo. Stiamo parlando, ovviamente, di Fabio Simplicio ovvero colui che entrato in campo al posto di uno stanco Bresciano dopo soli sei minuti ha messo dentro una botta che vale oro, l’oro dei tre punti e del nuovo inizio del cammino rosanero.
La chicca – Cento presenze tra le fila del Palermo per Cavani. Il giovane uruguaiano riceve così nel pre - gara una targa premio dalla società con la quale festeggia quanto di bene fatto fin qui e, nella speranza dei supporter rosanero, per molto tempo ancora. Una festa arricchita da una rete molto preziosa. Sul fronte opposto, lacrime per Guidolin per un amarcord rosanero da brividi.
Top&Flop – In casa ospite deludono, senza dubbio, Jimez e Panucci. Il primo dovrebbe dare di più, il secondo dovrebbe giocare da uomo d’esperienza qual è. Bene invece il solito Biabiany. Tra i padroni di casa sugli scudi più di tutti Simplicio, Miccoli e Cavani. Pastore sempre brioso ma un po’ troppo esuberante.
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