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Storia dei numeri di maglia

I numeri di maglia vengono introdotti la prima volta ovviamente in Inghilterra, per rendere più facile il riconoscimento dei giocatori in campo. I numeri di maglia, dall'1 all'11, erano fissi, e indicavano il ruolo in campo del giocatore: questo fino all'avvento della rivoluzionaria Olanda di Cruijff, con i numeri di maglia totalmente scombussolati che non indicavano un bel niente (lo stesso Cruijff portava sempre il numero 14, sia nei club che in nazionale), con il regista che portava il 3 sulla maglia, moltissimi titolari portavano numeri più grandi dell'11 (Neeskens il 13, Krol il 12, Rep il 16, Suurbier il 20 ecc). La cosa non sarebbe stata molto rivoluzionaria se si fosse limitata alla sola nazionale (i numeri in nazionale erano ad personam per tutta la durata della convocazione), ma la cosa era normale anche nelle squadre di club olandesi.

 

Comunque, fino ad allora i numeri di maglia indicavano un preciso ruolo in campo, e i vari spostamenti tattici effettuati nel corso del tempo fecero mischiare questi numeri, fino a poter indicare ruoli completamente diversi. Proviamo a ricostruire questa storia, partendo dalla base, cioè dal modulo al quale vennero applicati per la prima volta i numeri di maglia, e cioè la Piramide di Cambridge.

I numeri vennero assegnati partendo dall'alto verso il basso, e da destra verso sinistra, seguendo le tre (quattro considerando il portiere) linee sulle quali si disponevano i giocatori. Ecco qua il modulo con i ruoli e i rispettivi numeri di maglia:

Portiere
n°1

Terzino destro     Terzino Sinistro
n°2                   n°3

Mediano destro           Centromediano            Mediano Sinistro
n°4                             n°5                                 n°6

Ala destra   Mezzala Destra   Centravanti   Mezzala Sinistra   Ala Sinistra
n°7                 n°8                  n°9                  n°10                  n°11
Da allora i numeri di maglia seguirono il ruolo al quale erano assegnati, quindi ricordatevi questa disposizione. Adesso esaminiamo la storia di ognuno di questi numeri:
N°1: Il numero uno è stato sempre assegnato al portiere, anche perchè difficilmente il portiere ha subito variazioni tattiche. A volte però è successo che il numero 1 si trovasse sulle spalle di un giocatore di movimento. Ciò è successo per richiesta esplicita di tale giocatore, e si tratta di episodi isolati.
N°2: il numero due apparteneva al terzino destro, che da essere praticamente un difensore centrale nel metodo e nella piramide di cambridge è stato spostato sulla fascia dal sistema, diventando quasi un terzino di concezione moderna, cioè un laterale di difesa a quattro.Il terzino destro, però, essendo di solito un terzino di posizione, si è trovato talvolta a fare il difensore centrale, con l'arretramento dell'ala n°7 a fare il fluidificante. Il numero due quindi talvolta si trova sulle spalle di difensori centrali, e nel calcio moderno può appartenere anche ad un terzino sinistro.
N°3: il numero tre apparteneva al terzino sinistro, che come il terzino sinistro è stato spostato da un ruolo simile a quello del libero sulla fascia, diventando spesso un fluidificante. In numero tre può anche appartenere a dei difensori centrali, anche se più raramente del 2. Sono in genere ex terzini, oppure centrali che possono fungere da terzino.
N°4: il numero quattro apparteneva al mediano destro. Solitamente il mediano destro si è evoluto in centrocampista, così la maggior parte di numeri quattro sono giocatori che agiscono davanti alla difesa, come mediani oppure a volte anche dei registi arretrati, anche se è piuttosto raro. Più frequente invece che il numero quattro sia finito in difesa, arretrato al posto del mediano sinistro dietro la linea difensiva a fare il libero, oppure secondo l'ultra catenaccio ideato da Rappan finito a fare lo stopper insieme al centromediano, con il 6 a fare il libero. E' facile quindi trovare il numero quattro si difensori puri. Non rarissimo inoltre trovarlo sulla schiena di terzini, poichè talvolta il mediano laterale svolgeva anche il ruolo di fluidificante nel metodo, e a volte è proprio il mediano ad essere diventato terzino, oppure un libero con il numero 4 sulla schiena può esser stato spostato a fare il terzino. In conclusione, il numero quattro lo trovamo solitamente sulla schiena di mediani oppure di difensori centrali, a volte sui liberi e sui terzini, solitamente sinistri ma anche destri, raramente sui registi arretrati. Attualmente il numero 4 del Torino è Alvaro Recoba, ma ciò è dovuto al fatto che era l'unico numero libero disponibile.
N°5: il numero 5 apparteneva al centromediano. Nel sistema il centromediano arretrò sulla linea dei terzini, diventando lo stopper, e quasi sempre il numero cinque apparteneva appunto allo stopper. Il ruolo del centromediano però, essendo insieme regista, centrocampista e difensore, si evolse talvolta in modo differente, a volte per esempio il 5 divenne il libero, il ruolo più simile a quello di centromediano, e a volte centrocampista, solitamente difensivo. Vedi Falcao. Per l'evoluzione del ruolo di libero, di solito diventato centrale ma a volte anche terzino, il numero cinque lo possiamo talvolta trovare sulle spalle di terzini, e addirittura di esterni di centrocampo (di solito con difesa a tre, ma non sempre).
N°6: il numero 6 apparteneva al mediano sinistro, cioè quello che fu solitamente arretrato dietro la difesa a fare il libero. Spessissimo quindi possiamo trovare il numero sei sopra la schiena di un difensore centrale, oppure a volte di un terzino destro, bloccato (ormai raro) oppure talmente fluidificante da diventare centrocampista. Non sempre però il mediano sinistro fu arretrato a libero, a volte rimase a centrocampo, e quindi non è raro trovare il numero sei addosso a un centrocampista, quasi sempre difensivo.
N°7: il numero sette è legato praticamente indissolubilmente alla fascia destra, e quasi sempre all'ala, anche se è possibile trovarlo come terzino, quasi unicamente fluidificante. Talvolta l'ala destra è diventata una seconda punta, o più spesso un attaccante di movimento. Vedi Shevchenko, e i vari successori al Milan che hanno portato quel numero.
N°8: il numero otto è uno di quelli che hanno subito le variazioni maggiori. In origine era affidato alla mezzala destra, ruolo che si è evoluto notevolmente, diventando centrocampista nel metodo e nel sistema, per poi tornare attaccante puro sulle spalle di Sandor Koksic nella grande Ungheria di Feren Puskas. In seguito tornò a fare quasi sempre il centrocampista, con compiti assolutamente diversi l'uno dall'altro: da essere una specie di seconda punta nella Grande Inter, possiamo trovarlo a fare il centrocampista di spola o di regia, il mediano di rottura, il trequartista puro, a volte ancora l'attaccante (molto difficilmente comunque la prima punta), a volte anche l'ala. L'otto è comunque quasi sempre legato al centrocampista.
N°9: il numero nove è quello che ha subito meno variazioni, escludendo il portiere: è sempre appartenuto al centravanti, fatta eccezione per alcuni episodi isolati ma importanti: l'arretramento del centravanti dietro le mezze ali fu la grande innovazione introdotta dall'Ungheria di Puskas, e seguita dal Real Madrid di Di Stefano e dello stesso Puskas. Il centravanti partiva da dietro per tessere il gioco, e si portò dietro il nove, che finì sulle spalle dei due più grandi interpreti del ruolo di centravanti arretrato, cioè Hidegkuti e soprattutto Alfredo Di Stefano, che possiamo considerare dei trequartisti ante litteram. Per il resto, il numero nove è sempre appartenuto ad attaccanti puri, centravanti di razza, punte eccetera, con rarissime eccezioni, soprattutto nelle nazionali.
N°10: il numero dieci è il numero più agognato dai giocatori, il numero del fantasista, del funambolo, di Maradona, di Baggio, di Platinì, di Pelè. In origine il numero dieci apparteneva alla mezzala sinistra, che solitamente si evolse nel trequartista puro, detto anche mezzala di regia, sullo stile Rivera. L'Inter di Herrera arretrò la mezzala sinistra davanti alla difesa, così non è raro trovare dei numeri dieci fra i giocatori che di solito agiscono da quelle parti. Il comune denominatore dei numeri dieci è il ruolo, quello di regista, e la grande tecnica che esso richiede. Il regista può trovarsi davanti (a volte anche dietro, vedere Agostino Di Bartolomei che nella Roma agiva da regista arretrato, spostato poi a libero dietro la difesa continuando a tenere il 10 sulle spalle) alla difesa, dietro le punte oppure affiancato ad esse, oppure spostarsi dove cavolo vuole. E' il ruolo del fantasista, libero da qualsiasi vincolo tattico, che si sposta per tutto il fronte offensivo cercando il punto migliore per fare più male, dribllando e talvolta umiliando gli avversari. E' il caso di Sivori e Maradona. Può essere un trequartista tutto classe e assist, come Platinì. Può essere una seconda punta, come Ronaldinho. Può essere una punta che parte da dietro, che arretra per fare gioco, come Pelè. Può anche essere una punta pura. Può essere, insomma, quello che caspita gli pare.
N°11: il numero undici apparteneva originariamente all'ala sinistra, ruolo che nel tempo è andato abbastanza confondendosi. Nel calcio moderno l'ala sinistra come attaccante non esiste quasi più, ormai si parla di esterni di centrocampo, e loro sono quelli che dovrebbero portare di solito il numero 11. Il numero 11 può appartenere anche ad un terzino sinistro, molto, molto fluidificante, solitamente un'ala sinistra arretrata sulla linea difensiva, come Grosso o Zambrotta. C'è stato anche il caso di un centrale con l'11, Sasa Mihajilovic, che in origine era un tornante sinistro. Il numero undici può appartenere anche talvolta a dei centrocampisti centrali o trequartisti, ma anche a dei centravanti, in quanto verso gli anni settanta vennero introdotte le due punte, e dunque fu spesso accentrata l'ala sinistra, diventando un centravanti che partiva dalla sinistra, come Riva, Bettega o Pulici. Attualmente, è quasi più facile trovare un centravanti con l'undici che un'ala.

Questi sono i numeri principali, ma nel calcio moderno i numeri sono assegnati ad inizio campionato e tali restano per tutta la stagione.
Quindi facciamo una breve storia anche dei numeri più usati oltre l'11, e come mai vengono assegnati a quei tipi di giocatori:
12: il dodici è solitamente quello del secondo portiere, con rare eccezioni, come Ruud Krol nell'Olanda dell'Arancia Meccanica, ed Henry nella nazionale francese, che però di solito indossa il 14.

13: viene usato quasi sempre o dai difensori centrali come Nesta, o dai centrocampisti più completi come Ballack o Neeskens, o raramente dalle punte.

14: il quattordici è un numero solitamente usato dai centrocampisti difensivi, ma spesso può appartenere ai giocatori che si possono considerare gli eredi di Johan Cruijf, il più grande ad indossare questo numero, cioè le punte di movimento come Henry.

15: il quindici appartiene solitamente ad un attaccante o centrocampista, spesso discendente di una mezzala, ma anche centravanti puri, nonchè a degli eredi dei centromediani per la somiglianza con il numero 5.

16: il sedici appartiene quasi sempre ad un centrocampista puro, spesso di regia.

17: quasi sempre numero da ala destra per la somiglianza con il numero 7

18: il diciotto, essendo il doppio del nove, appartiene solitamente al centravanti. Talvolta, per la somiglianza con il 10, viene usato dai fantasisti, come Baggio o Cassano.

19: il diciannove è spesso assegnato a centravanti per la presenza del numero nove, ma anche a dei fantasisti per la somiglianza col 10.

20: numero quasi sempre assegnato agli eredi delle mezzali sinistre, essendo multiplo di 10. Tutti i numeri di seguito con il numero 0 alle unità ha la stessa caratteristica.

21: il ventuno appartiene spesso a dei registi(trequartisti, come Zidane e Pirlo.

22: Il ventidue non indica un ruolo particolare, anche se sono diversi i grandi giocatori che l'hanno indossato. Spesso appartiene a portieri, oppure a terzini destri. Categoria completamente diversa da quella di Kakà, per intenderci.

23: il ventitrè appartiene spesso a difensori centrali, per la somiglianza col 13 e col 3, ma anche a dei portieri.

(d'ora in avanti pochi numeri hanno bisogno di essere citati, in quanto non usati frequentemente)

25: il numero richiama alle caratteristiche del 15, ma appartiene più spesso di questo ai difensori, avendo come unità ed essendo quadrato del 5. Il più eminente rappresentante del 25 è Gianfranco Zola.

99: è il numero più usato dal 25 in su, e quasi sempre appartiene a centravanti, ma a volte anche a fantasisti, come Cristiano Lucarelli, Ronaldo e Cassano.

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